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Perché un viaggio con la Rieju Tango 250

Molto spesso,  le cose più belle avvengono per caso. Anche il mio viaggio con la Tango, è nato per caso. Ovvero, il progetto vero  proprio, inteso come idea di partire in stile “motocowboy”, con una moto leggera, faceva parte di un mio preciso intento, di cui parlerò anche in altri capitoli del libro.

Si trattava di una specie di regalo, un premio alla carriera, che avevo deciso di regalarmi sia per il mio cinquantesimo compleanno, sia per il cinquantesimo anno di lavoro nel settore turistico sportivo ed in particolare in quello motociclistico.

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Nel contempo, si trattava di una mia precisa volontà di richiamare l’attenzione dei miei clienti, degli amici appassionati di moto e dei lettori, sulla necessità di provare a divertirsi con una moto facile, semplice, leggera ed economica.
Però la cavalcatura in oggetto, doveva essere la mia fedele Suzuki DRZ 400 S, che ritengo essere, tuttora, una delle migliori dual sport mai prodotte e sicuramente una ottima scelta per un viaggio del genere.

Invece, l’incontro con la Tango è stato casuale, quello con Mirko Torri, dirigente Rieju è stato frutto di una fortunata coincidenza ed il resto è venuto da sé.
Ovviamente, ho accettato volentieri di realizzare il raid con una moto fornitami dalla casa spagnola ed ho iniziato a lavorare sul progetto, con grande entusiasmo, quello che mi contraddistingue, quando lavoro su di un evento in cui crede e che mi affascina.
Il sogno della realizzazione di questo viaggio, si è tramutato in realtà, in un progetto in parte professionale.

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Come sempre nella mia esistenza, mi sono ritrovato a vivere una parte della mia vita, miscelando professione e divertimento, in un divenire praticamente inscindibile.
Cambiando il modello di motocicletta, il richiamo all’attenzione, si è trasformato in vera provocazione.
Poco più di duecento centimetri cubici di cilindrata, cento chilogrammi di peso, due borse flosce da bicicletta, le ruote da diciassette e diciannove pollici, meno di sette litri di carburante ed una quindicina di cavalli vapore, sono veramente troppo poco per essere preso in seria considerazione dalla maggioranza dei centauri e segnano il limite al di sotto del quale non si può veramente scendere, per divertirsi in un raid id questo tipo.

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Ma come accade per la maggioranza delle provocazioni, ha avuto il suo effetto ed ha ottenuto di raggiungere un certo obbiettivo.
È stata una esperienza eccezionale: provare per credere!

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