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La nocciola, la noce e la castagna

In quasi tutto l’arco alpino, certo in tutto il Piemonte e in particolare nel sud, si coltivano queste tre specie particolari di frutta, tipiche del bosco spontaneo di bassa e media montagna e della collina

che ovviamente al giorno d’oggi vengono coltivati più o meno intensamente a seconda delle zone e la loro produzione, affiancata alla raccolta delle varianti spontanee, rappresenta una parte importante dell’economia locale.

Purtroppo, lo spopolamento delle valli ha lasciato in disuso grandi appezzamenti di terreno, alcuni dei quali sono boscati con grandi presenze di noccioli, noci e soprattutto di castagni, sprecando di fatto una grande risorsa rinnovabile e soprattutto mettendo a rischio di incendi le pendici delle valli che lasciate a se stesse, sono facile preda delle fiamme durante le non infrequenti stagioni di siccità e di vento di phoen, che sono una costante ciclica e ricorrente delle zone alpine del Nordovest italiano.
Dal Monferrato alla Langa, dal Monregalese alle valli di Cuneo, dal Saluzzese alle valli della provincia di Torino, i preziosi frutti rivestono da sempre un ruolo di grande importanza.

La varietà di nocciola denominata Tonda Gentile della Langa ha conosciuto una grande notorietà in seguito alle fortune dell’industria dolciaria locale, ma tutte le varietà di questi energetici alimenti sono prelibate e fanno parte di un gran numero di ricette della cucina regionale.
In particolare, un’escursione nei boschi di castagno oppure una passeggiata ai margini di un noccioleto, curato come un giardino, regalano esperienze di pace e tranquillità di grande pregio, magari con qualche fortunato incontro con i suoi piccoli e simpatici abitanti quali ghiri, moscardini o scoiattoli.
Consiglio senz’altro a chi si fermerà in villeggiatura nelle valli dell’itinerario alpino, di provare questa esperienza, magari cominciando nei boschi delle pendici delle Alpi Marittime e Cozie. Se non vorrete avventurarvi da soli in questa escursione rivolgetevi all’ufficio del turismo, che sarà lieto di mettervi in contatto con una guida naturalistica professionale.
Un’ultima segnalazione riguarda le fiere e le sagre che vedono come protagonisti questi frutti autunnali: sono presenti un po’ ovunque
sul territorio piemontese e alpino, ma in particolare è nota la Fiera del marrone di Cuneo, che attira a ogni edizione un numero
enorme di visitatori, paralizzando la cittadina per un paio di giorni. Viaggiando in moto nelle terre piemontesi, non mancate
di assaggiare le caldarroste nella stagione autunnale e i marron glacé tutto l’anno.

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