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Alpi Orientali e Penisola Istriana con partenza e arrivo a Trieste

Mi sono posto molti interrogativi prima di decidere la stesura definitiva del capitolo 12, che rappresenta la chiusura ideale del tour delle Alpi.

In teoria, avrei dovuto concludere nella zona del Triglav, che a dispetto delle diverse interpretazioni sui reali confini della catena alpina rappresenta l’ultima cima vera di questo sistema montuoso, della cui legittimità ho già parlato in un altro capitolo. Tuttavia, da motociclista non ho potuto esimermi dal consigliare un po’ di pieghe tra le curve delle meravigliose strade istriane, a spasso tra eccellenze turistiche, seguendo la stessa pulsione che mi ha spinto a inserire nel volume un itinerario che toccasse almeno una parte dello stupendo tratto di costa mediterranea che va da Monaco a San Remo.
Eccomi quindi impegnato a presentare un itinerario che partendo da Trieste si spinge di alcuni chilometri in Croazia, per poi rientrare in Italia tramite l’estrema propaggine orientale delle Alpi nei pressi di Gorizia, a cavallo del confine con la Slovenia. Tutto il tracciato è modificabile, perché come avviene per i percorsi segnalati nell’entroterra ligure o nella regione PACA, ci sono un’infinità di parallele possibili.

Itinerario 12

Il percorso:
• Trieste • Capo d’Istria • Umago
• Novigrad • Parenzo • Rovigno
• Pazin • Draguc • Buzet
• Socerga • Kozina • Senozece
• Postumia • Kalce • Idrija • Kranj
• Jesenice • Kranjska Gora
• Bovec • Tolmin • Nova Gorica
• Gorizia • Gradisca d’Isonzo
• Ronchi dei Legionari • Trieste

Luogo di partenza e arrivo: Trieste
Quota massima raggiunta: 1612 m (passo Moistrocca)
Distanza totale: 610 km
Tempo di guida: 11 h 30 min

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Informazioni pratiche

Consigliato in due o tre giornate di viaggio.
Parti sulla costa in area urbana e/o con forte presenza turistica e con probabile traffico congestionato. Spesso nella stagione balneare estiva si formano lunghe code alle frontiere. Gran parte del percorso si snoda in zone montuose di bassa quota o costiere, con strade meravigliose ma a volte impegnative con molte curve e carreggiata stretta. Tutto il percorso è al di sotto dei 1000 m sul livello del mare, a eccezione della parte che da Kranjska Gora arriva a Bovec passando di fianco al Triglav, quindi si tratta di un percorso in genere percorribile tutto l’anno e che in caso di forte innevamento invernale può essere modificato con facilità eliminando questa parte e transitando su strade di più bassa quota (per esempio da Kranjska Gora a Tarvisio). Alcuni passi e lunghi tratti di strada possono essere innevati in inverno. Attenzione alla bora: le zone descritte in questo capitolo sono periodicamente soggette alla volenza di questo particolare vento. Nel caso in cui sia previsto o ci s’imbatta nelle sue raffiche, è consigliabile fermarsi e non intraprendere il viaggio in moto. Itinerario che transita in tre stati (quattro con la variante che entra in Austria tramite il Wurzenpass): Italia, Slovenia e Croazia (con uscita dall’area della moneta unica). Attenzione quindi ai documenti e alle particolari regole del codice della strada che possono variare da Paese a Paese o richiedere accessori di complemento in più (per esempio il pagamento della vignette per transitare sulle autostrade).

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Si tratta di un percorso molto importante, perché tranne che per una parte eliminabile, come indicato nelle note tecniche, si snoda tutto a quote inferiori ai 1000 m. Questo tour è quindi percorribile tutto l’anno, permettendo di viaggiare tra le Alpi anche fuori stagione e consentendo d’iniziare l’anno motociclistico con un po’ d’anticipo sugli altri itinerari proposti nel libro.
Si tratta della stessa possibilità offerta dall’itinerario dell’estremo Ovest, che parte e arriva a San Remo e viaggia in parte nella Riviera Ligure e nel suo entroterra, raggiungendo passi alpini sotto i 2000 m, in genere aperti anche in inverno.
L’unico elemento che a volte può essere di intralcio e che costringe a uno stop forzato su questo tragitto, come ho sperimentato personalmente per ben due volte, è rappresentato dalla Bora, il benconosciuto e temuto vento caratteristico del nord Adriatico capace di spirare a velocità impressionanti.
Partendo da Trieste, si segue la strada verso la Slovenia in direzione sudest; la città è allungata, posta in una curiosa posizione risultato di guerre e successivi trattati di pace che hanno interessato questo territorio nel secolo scorso, in particolare nel periodo della seconda guerra mondiale. Di conseguenza, triste risulta abbastanza complicata per coloro che non sono del posto, a dispetto delle dimensioni relativamente contenute. La strada normale passerebbe da Basovizza, tristemente nota per le foibe, e prosegue verso il confine sloveno nei pressi di Cosina oppure passerebbe verso il mare nei pressi di Koper (Capo d’Istria) località in cui si respira ancora l’atmosfera molto italiana del luogo tra ristoranti e locali ordinatamente sloveni. Quindi seguendo la strada costiera e passando ben presto in Croazia, non lontano dalla nota località turistica di Portorose, che merita senz’altro una visita, non si può fare a meno di abbandonarsi a considerazioni sulla politica internazionale, che modella con folle miopia il territorio amministrativo di una zona a dispetto della continuità etnica e geografica di una regione: l’Istria è l’esempio sommo di questo delirio.

La Bora. Parlando di viaggi in moto nel Friuli-Venezia Giulia e nell’Istria, è necessario e importante parlare della Bora, il caratteristico e pericoloso vento catabatico tipico di quelle zone.

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Cambiate la moneta (kuna) e le regole del codice della strada con limiti e pedaggi diversi, si prosegue nel fior fiore delle località turistiche della penisola, ognuna delle quali richiederebbe una giornata per essere vissuta appieno: Umago, Novigrad, Parenzo e Rovinio ci attendono in un caleidoscopico mondo tutto da viaggiare. La strada è molto trafficata, soprattutto nella stagione balneare, e le code alle dogane principali possono essere esasperanti, ma la bellezza dei panorami e l’esclusività dei luoghi, valgono il sacrificio… e poi ci sono sempre le mezze stagioni e i percorsi interni con le stradine meno conosciute, ottime per noi motociclisti e notoriamente disertate dal turismo di massa.
A questo punto la tentazione di continuare per Pula e da qui compiere il periplo della penisola fino a Rijeka (Fiume), nota ai motociclisti per il bellissimo circuito, è molto forte, ma anche Opatija esercita una grande attrazione. E allora ci vorrebbe un mese, magari per visitare anche le isole a cominciare da Krk e da Cres…
Lasciamo questi meravigliosi luoghi per il prossimo giro e pieghiamo a sinistra per l’interno, verso Pazin, Draguc e Buzet, dove transitando su una dogana «minore» tra quest’ultima cittadina e Socerga, utile nei periodi di grande affollamento turistico per evitare le relative code spossanti per i piloti e per i motori, rientreremo nell’Unione Europea e per la precisione in terra slovena.
Da qui seguiremo le indicazioni per Kozina, Senozece, Postumia con le sue celebri grotte, Planina (dove è possibile una deviazione molto invitante per Lubiana, la bellissima capitale slovena davvero piacevole e a misura d’uomo), Kalce e Idrija con l’intento di raggiungere Kranj.
Nel 2015 la piacevole strada statale 210 che transita da Kladje e Polijane era interrotta, e quindi si rendeva necessario passare dalla 403 per riprendere il cammino verso sinistra (rispetto alla direzione di marcia) alla volta di Kueza, Zeleznic, Selca e infine Kranj, fra divertenti saliscendi anche di un certo impegno. Da Kranj a Kranjska Gora si può seguire l’autostrada o la parallela che via Jesenice arriva alla nota stazione sciistica, lasciando il Triglav e il suo parco sulla sinistra.
Il piccolo Comune di Kranjska Gora, posto a 800 m di altitudine al confine sloveno con l’Austria e l’Italia, conta appena 5000 abitanti, ma la sua fama internazionale di stazione sciistica e di luogo di villeggiatura, dovuta all’annuale gara di Coppa del Mondo di sci, al particolare microclima e non in ultimo alla presenza di un affermato casinò, la rende senz’altro meritevole di una visita.

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Qui sarebbe possibile dirigersi verso Villach ed entrare quindi in Austria prendendo la deviazione a destra che porta al Wurzenpass, che può essere una valida alternativa per rientrare in Italia passando dal Tarvisio, ma noi continueremo a restare in Slovenia, viaggiando paralleli al confine italiano per una cinquantina di chilometri e lasciando il possente massiccio del Triglav sulla sinistra. In tal modo saliremo al passo di Moistrocca fino ai suoi oltre 1600 m di quota, l’unica strada davvero alpina di questo itinerario. La scalata motociclistica a questo passo, di solito unita a quella del Wurzenpass, a quella del passo di Predil e al Tarvisio, costituisce il più classico dei motogiri tra Italia, Austria e Slovenia che i centauri locali abbiano a disposizione.
Si tratta di un anello da provare, per coloro che avranno il tempo di soggiornare in quest’ultima propaggine delle Alpi orientali.

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Invece il nostro viaggio continua verso sud e arriva a Bovec e quindi, imboccata la 102 che nei pressi di Tolmin cambia nome in 103, arriveremo a Nova Gorica, che in certe zone ricorda Las Vegas con le sue strade di luci e case da gioco e di divertimento, e quindi senza uscire dalla città ma cambiando Stato passeremo a Gorizia, altro incredibile esempio di divisione politico-amministrativa davvero stucchevole.
Da Gorizia rientreremo su Trieste (Trst in lingua slovena) via Gradisca d’Isonzo e Ronchi dei Legionari su strade e autostrade che in estate possono diventare esasperanti a causa dell’intasamento
e dei continui ingorghi dovuti all’incredibile mix tra flusso turistico e traffico pesante in entrate e uscita dal territorio italiano verso l’Est, i Balcani e la spettacolare costa dalmata.Grazie alla modesta elevazione del territorio e alla semplicità con la quale è possibile tracciare vie di comunicazione in una zona dalla morfologia così poco impegnativa, si possono vagliare altre idee per il ritorno, transitando da Udine o da Cividale del Friuli (tanto per fare due esempi). Non resta che l’imbarazzo della scelta in questa regione ricca di storia, tradizioni ed eccellenze artistiche e culturali.

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